Ben è crudel e spietoso (Cort 23)

La lauda è composta da un ritornello e dieci strofe di novenari.
Tutta la lauda è strutturata sull'artificio letterario delle "coblas capfinidas" (letteralmente "strofe testa-finita") per la qual cosa l'ultima parola della strofa è ripresa - anche se può essere non perfettamente uguale – dalla prima della strofa successiva, quindi in simile struttura, non occorre ripetere la ripresa tra una strofa e l'altra, poiché la melodia della ripresa è già ripetuta sulla volta di ogni strofa. La stessa tecnica è utilizzata in altre laude, per esempio in Jesu Cristo glorioso o in Venite a laudare,
Lo schema rimico è: x y y x / a b a b b c c x / d e d e e f f x / etc.
La lauda è una lunga narrazione della vita di Gesù, a partire dall’annuncio a Maria fino alla Crocifissione, passando per la fuga in Egitto e ai primi anni di predicazione, per terminare con l’odio dei Giudei nonostante i molti miracoli. La melodia è dolce, l’andamento è spesso per grado congiunto; degno di nota il salto di ottava fra la fine di ritornello o di strofa e l’inizio della strofa successiva.

Alla narrazione della nascita di Gesù, il testo canta che Egli fu partorito “fuor de pena e de dolore”, come la Chiesa ha sempre considerato il parto di Maria; alla quale, però, era destinato il dolore infinito nel parto della nuova umanità, nata dal Sangue versato dal Cristo crocifisso.
Ecco il testo
Ben è crudele e spïetoso
ki non si move a gran dolore
de la pena del Salvatore,
che di noi fo sì amoroso!
Amoroso veramente
fo di noi, cum gran pietança,
poi ke d’alto, ‘nnipotente,
discese ad nostra semblança.
Or non fo grande disiança1
per noi prender humanitate
et darsi in altrui potestade
quei ke sovr’ogn’è poderoso?
Poderoso fe’ discesa,
chiusamente fe’ messaggio;
ad quell’amoros’, appresa
donna di grand’umilitaggio;
annuntïolle con messaggio
l’angelo Gabrïèl beato
e dix’: “È Cristo ordinato
in te, donna, venir rinchiuso.”
“Rinchiuso questo cum serà,
puo’ ke d’om non ai’ sabença? 2”
“Spirito Santo in te verrà
quei k’à in sé ongne potença:
et agia questo per sententia.”
Alor disse la dolce polçella:
“De l’alto Dio mi teng’ancella:
sia de me com’ài resposo!”
Resposo tal, concepeo
Iesù Cristo salvatore,
lo qual essa parturio
fuor de pena e de dolore.
In gran viltà chotal segnore
ci venne per noi dare exemplo:
non ci trovò magion né templo
ov’ei potesse aver reposo.
Riposo! Camin et forte
ci trovò ciascuna dia!
Picciol fante, i volse morte
dar Erode cum fellunia:
Cristo e Ioseppo cum Maria
fuggiero in terra d’Egipto,
et canpar per tal respicto
de li mani del niquitoso. 3
Niquitoso, fals’e reo
trovò ‘l popolo iudaico,
predicando ‘l vero Deo.
Ciascun, farisei’ et laico,
più for duri k’aciaio indònaco4
d’intendar, quella gente prava!
Quant’esso più miraculava,
ciascun gli era più invidioso.
Invidiosi miscredenti,
quanto Cristo iniurïaste!
Sanicando vostre gente,
suscitando, l’accusaste
ad Pilato, et puoi pigliaste,
comparandolo dal traditore,
ke suo ministr’er’e factore,
per tormentarlo, glorïoso!
Glorïoso, forte pene
v’ordinar, com’i’rimmenbro,
ké nudo ne le catene
vi batter per ongne menbro,
per più tormenti far, essenbro5
dar ad voi et far vergonna.
Et legarv’a la colona,
empi! e ki non è doloroso?
Doloroso flagellando
incoronaro di spina,
vis’et corpo sanguinando;
di voi fer gran disciplina
cum gran tempesta, cum ruina:
vi fecer la croce portare,
et menarv’ ad iustitiare
a guisa de ladron omtioso. 6
D’omtios’ et forte iudicio
fust’ad morte condempnato,
et messo ad grande supplicio
nella cruce ‘nchiavellato,
d’aceto e di fel potato,
et cum duo ladroni crucifixo:
inferno ‘l sentì enn-abisso
e tutto ‘l mondo tenebroso.
- Desiderio di donarsi
- Conoscenza
- Malvagio
- Indiano
- Esempio
- Infame
