Magdalena degna da laudare (Cort 40)

Insieme a Peccatrice nominata (Cort 20) questa lauda è dedicata a Maria di Magdala.
La linea melodica è nel pieno stile laudistico, dolcissimo, sulla modalità del protus. Caratteristica l’articolazione strofa-volta, dove la volta inizia – dopo le dieci battute di strofa (5+5) – con tre battute che non corrispondono all’inizio del ritornello. Il canto si spinge verso le note più alte (do-re) per poi discendere e riprendere con le stesse note delle battute 4-10 del ritornello.
Le strofe e il ritornello sono decasillabi, lo stile rimico è il consueto zagialesco x x / a a a x etc.
Ben 54 strofe narrano la storia di Maddalena, la grande peccatrice. Oltre a riproporre nei dettagli i testi evangelici - la cena in casa di Simone il fariseo (strofe 5-17), l’accusa di Giuda di sprecare il prezioso unguento (strofe 24-26), l’apparizione di Gesù risorto (strofe 34-36) - il racconto prende poi spunto dalla nutrita letteratura agiografica sulla santa.
La Legenda aurea di Iacopo da Varazze, per esempio, narra che al tempo della persecuzione a Gerusalemme degli Apostoli, Maria Maddalena, insieme ai fratelli Lazzaro e Marta e ad altri discepoli, furono lasciati in mare su una barca priva di remi e di timone, finché dalla Terra Santa giunsero miracolosamente in Provenza, nel territorio di la Couronne. Dopo lungo peregrinare, Maddalena si ritirò a fare vita eremitica in una grotta (la lauda invece parla di ritiro nel deserto), dove visse senza curarsi di cibo e vestiti. Le crebbero allora i capelli a coprire tutto il corpo (“Non parëa creatura humana: / tutta era pilosa commo lana / et giacëa pur en terra piana: / altro albergo già non fece fare”), e gli Angeli venivano quotidianamente per portarla in Cielo, fino al giorno della sua morte. Il suo corpo fu portato infine a Vézelay, nella Borgogna francese (“A Verdelai fo ‘l suo corpo portato: / ine fone composto e consacrato”).
Magdalena degna da laudare
sempre degge Dïo per noi pregare!
Ben è degna d’essare laudata
ké föe peccatrice nominata:
per servire fo ben meritata,
Iesù Cristo volse sequitare.
Con molta humilitate lo seguio
et cum perfecta fede sença rio:
quando Cristo predicare audio,
del suo amore prese ad inflammare.
Lo suo peccato pianse cum dolore
e del mondo volse uscire d’errore,
et a Cristo cum verace amore
in sue mani si volse commendare.
Molto despreççò la sua grandeçça
per ciò ke se vedea in tanta basseçça:
lo suo corpo molto lo dispreçça,
ke non se credea pietà trovare.
Simon phariseo fece convito,
a Iesù Cristo fece uno grande convito;
ançi ke ‘l mangiare fosse compito,
Magdalena andava per cercare
di Cristo, a cui avea lo amore dato;
et tanto lo cercò in ogne lato
ke ‘n casa de Simon l’abbe trovato:
cum timore prese a dubitare.
Tanta humilitade in liei abunda,
ke a lacrimare prese per vergogna:
quando Cristo a mensa se sogiorna,
derietro se’lli pose a ‘ngenukiare.
A li piei de Cristo s’imchinòe
et molto dolcemente li bascione;
di lagrime tutti li bagnòe,
colli capelli presele a ‘schiugare.
El phariseo grande invidia avea
di ciò k’a Magdalena far vedea:
verso quelli ke totto sapea
con falso pensieri credea parlare:
“Se questi è propheta copioso
di scïentia, non siria coitoso:1
se sapesse ciò c’à en liei nascoso,
no la dignerebbe di guardare,
se sapesse com’è peccatrice,
c’ave d’ogne vitio in sé radice:
poi receve da la meretrice
tutto suo servitio per ben fare!”
Cristo lo represe et feli resposo:
“Falso pensiero è in te nascoso;
ben cognosco et so ke in lei è kiuso
volontà di bene adoparare.
Duo debitori non possono ubedire
al creditore ke tiene da loro avere:
per pietade volse provedere,
a ciascuno volse perdonare.
L’un dovea cinquanta veramente,
l’altro cinquecento veramente:
dimàndote, perché se’ presente:
qual è più degno de lui amare?”
“Estimo (quello c’a me è paruto)
non quel ke più picciolo dono à ‘vuto,
ma quelli ke maiure l’à recevuto,
quelli è più degno de meritare.”
Cristo li rispose et fei vedere:
“Bene ài iudicato cum savere,
perké sïa dato men avere
non dea però la fede menemare. 2
Poi ke nel tuo albergo fui venuto,
non me desti bascio né saluto:
questa rende tutto lo tributo,
de servire non se pò satiare.
Lo servire face con amore:
stava dubitosa con tremore;
ave ‘l core afflicto de dolore
ké suo tempo seppe mal portare.”
Tanto è nel fino amore nascosa
ke già unqua non cura d’altra cosa;
sopre quel tesauro si riposa
ke per noi se lassò incrociare.
Sì fo ferma et forte nel suo amore
c’ave ‘l core apreso de l’ardore:
Cristo cognoscendo lo suo fervore
con seco la fece ivi magniare,
sì ke sua discipula la fece,
comme la scriptura el conta et dice.
Poi rimase apostola in sua vece:
per lo suo vangelio predicare
ben seguio apostolica vita;
in ciò fo la sua gratia cumpita:
quella ke de Cristo fo fiurita
con seco la volse compagnare.
La vergene madre pretïosa
fo de Madalena sì amorosa
ke con seco a guisa de sua sposa
nel suo amore la volse conservare.
Quando Cristo fo passionato,
co’li discipoli era raunata:
Maria Magdalena, in quello stato,
Iesù Cristo andò a visitare.
Magdalena avea seco portato
un onguento delicato:
unse Iesù Cristo d’ogne lato;
Giuda falso prese a mormorare.
Disse: “Questo è grande perdemento
ke si fa de questo pretiuso unguento:
mellio vendare denari trecento,
et darlo a li povari per loro consolare.”
Questo fo ‘l principio e la cascione
perké Iuda fece tradiscione,
et a guisa d’un vile schiavone
vendeo Cristo e fecelo tormentare.
Er’a preso de quello unguento
ke Magdalena fece cum giachimento3
che Cristo soffirio per noi tormento
et morio in croce per noi ricomparare.
Puoi ke Cristo füe sepelito,
Magdalena, c’avea ‘l cor ferito
del dolore ke Cristo avea patito,
unqua non potëa requïare.
Colle Marie andò a lo sepulcro
ove Iesù Cristo era sepulto,
con unguento pretïoso molto
per le sue piaghe ugnare et curare.
Quando guardaro verso ‘l monumento,
viddaro l’angelo chiaro più k’argento,
und’ell’ebbaro grande pavento.
L’angelo prese a loro favellare:
“Di nïente già non dubitate:
Iesù Cristo ke voi domandate
suscitat’è, per certo lo sapiate,
et io so’ qui per ciò denuntiare.”
Unde grande conforto a lor fo dato
quando viddaro lo lapide levato,
ciò ke l’angelo à dinuntiato,
perké morto lo credean trovare.
Sola se partio la Magdalena,
quella k’era del suo amore sì piena:
sì la strenge cum forte catena
ke ‘l suo core non potea passare.
Del suo amore andavan’ cercando
et tuttora gìa piangendo e lagrimando:
di Iesù andava dimandando
kiunque per vïa potea trovare.
Poi ke Cristo fo resurrexito,
al terço die, sì come avete udito,
a la Magdalena fo apparito
in un orto, per liei consolare.
Quando venne el die de l’ascensione,
Cristo sì li fece promissione
de la sua altissima mascione:
in vita eterna sempre dea regnare.
Magdalena si fo dipartita:
sença alcuno retegno de sua vita,
quasi com’a guisa di remita
nel deserto andò ad abitare.
Longo tempo stecte in gran tormento
al freddo et al caldo et al vento;
già non li rimasi vestimento:
in pace volse tal pena portare.
Non parëa creatura humana:
tutta era pilosa commo lana,
et giacëa pur en terra piana:
altro albergo già non fece fare.
Andava pascendo per la landa,
ké ià non avea altra vivanda:
per misericordia Dio li manda
angelico cibo per gustare,
ché sabbato, da vespero innanti,
per li tempi c’à sofferto tanti,
li angeli la portavano cum gran canti
a sentire lo dolçore gloriare.
Fin a lunidì ke ‘l sole nasce
de quello cibo gaudioso pasce:
benedecto Iesù, ke noi sì lasce
così dolce fructo savorare!
Molto fo de grande abstinentia
ke trenta anni fece penitençia;
contra li vitii mise sua potença:
nullo in vèr liei poterè’ durare.
Ristorò la sua correctïone
cum ieiunio4 et oratïone:
aquestò per asprectïone
privilegio, sì, de verginitade,
sì ke fo ben purificato
in sé ogne vitio de peccato:
tutto li era prima perdonato
da cului cui è la terra e ‘l mare!
Sì come da Dïo fo mandato,
un omo c’avea ordene sacrato
(a Dio era renduto et commendato) 5
trovò la Magdalena cusì stare.
“Sconiuro per te Dio, et sì te dico,
si tu se’ phantasma o nimico,
ke tu te parti et non stea più con meco,
degime parlare.
Per lo nome de la donna mia
non te vollio dire k’ ïo sia:
Maria, femena cum tanta villania,
Magdalena mi solliono kiamare.
Pregote per Dio, k’a mi venisti,
ke tu m’arechi el corpo e ‘l sangue de Cristo,
e ‘l libro de la fede ke credesti
e la stola ke lassò la madre.”
“Sora mïa, tu se’ pres’al porto
di gustare suave cum diporto,
et io sì t’areco conforto
ke ‘l tuo core à preso a desïare.”
In suo mano fo confess’a’ttanto
et con molte lagrime de pianto,
puo’ recevé il corpo e ‘l sangue sancto;
allor a fine non dia più demorare.
De la Magdalena pongo fine
k’è fuore del deserto et de le spine,
nella eternale gloria sença fine,
et per restoro d’ogne suo penare.
A Verdelai fo ‘l suo corpo portato:
ine fone composto e consacrato.
Iesù consenta, k’è signor beato,
ben finire ki fe’ questo trovare.
- Pensieroso
- Diminuire
- Umiltà
- Digiuno
- Fatto monaco e a Dio consacrato

Vézelay, Basilica di Santa Maria Maddalena
